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La Biblioteca
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LA FORZA DI UN SOGNO
di Silvio Berlusconi
«Sono entrato in politica coltivando il sogno, che è quello di tanti italiani, di cambiare il nostro Paese.» Le parole di Silvio Berlusconi sovvertono il modo tradizionale di concepire il mondo della politica. Un mondo che in genere si mostra come il regno del compromesso e del trasformismo, e che il leader di Forza Italia inserisce in una dimensione nuova. Nella storia d'Italia, dal Risorgimento in poi, la spinta verso il cambiamento è sempre stata come un fiume carsico che in alcuni periodi pare estinguersi per poi riaffiorare quando il Paese avverte l'esigenza di un rinnovamento morale e intellettuale. Far riemergere questo fiume è il sogno - concreto - di Silvio Berlusconi. Dopo la lunga agonia della Prima Repubblica, Forza Italia ha interpretato un'esigenza di modernizzazione che da tempo aspettava di potersi esprimere. Questo impulso non è stato bloccato dall'azione di una magistratura politicizzata e neppure dalla presa del potere di una sinistra postcomunista. Nonostante tutto, la speranza di cambiare non si è mai spenta: la ferma determinazione e la fede nella libertà dimostrate da Silvio Berlusconi fra il 1996 e il 2001, anni difficili per la vita del Paese, hanno permesso al fiume carsico del rinnovamento di tornare alla luce attraverso tre consecutivi successi elettorali. La forza di un sogno ricostruisce attraverso i discorsi della campagna elettorale per le elezioni del 2001 le idee, i progetti, i programmi e i valori della Casa delle Libertà.
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DISCORSI PER LA DEMOCRAZIA
di Silvio Berlusconi
Chi avrà la pazienza di leggere anche solo alcuni di questi discorsi potrà valutare la continuità e la coerenza della mia azione politica e dei miei progetti per cambiare l’Italia, e potrà comprendere meglio le ragioni profonde che mi hanno spinto a mettere la mia esperienza di uomo del fare, le mie energie e tutto me stesso al servizio del mio Paese e dei miei concittadini che, come me, hanno avuto la fortuna di nascere, di vivere e di lavorare in questa nostra straordinaria terra e vogliono continuare a farlo da donne e da uomini liberi.
Silvo Berlusconi
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L'ITALIA CHE HO IN MENTE
di Silvio Berlusconi
I discorsi a braccio di Silvio Berlusconi spiegano perfettamente il senso della campagna scatenata per impedire al leader e inventore di Forza Italia di parlare in televisione. Berlusconi ha infatti molte capacità, e un dono. Le capacità sono quelle che derivano da un addestramento continuo a informarsi, a scavare nei problemi e a elaborare soluzioni. Il dono è quello di parlare direttamente al cuore della gente. Berlusconi è una delle poche personalità pubbliche in cui si combinino due elementi che la gente tende distrattamente a considerare una sola cosa, e che invece sono due cose diversissime: l’informazione e la comunicazione. Fra informazione e comunicazione c’è lo stesso rapporto (e la stessa differenza) che c’è tra passeggero e treno. L’informazione, anche la più densa di notizie, la più scintillante di novità, è di per sé emotivamente inerte, se non è fatta viaggiare sui binari della comunicazione. La comunicazione consiste nel dono che alcune, e rare, persone possiedono, di saper colpire l’immaginazione, suscitare sentimenti e risentimenti, provocare entusiasmo e indignazione, dare forma, volto e suono ai desideri, alla felicità della vita civile ben ordinata, alla voglia che esiste in ogni essere umano di andare avanti, di non appassire, di svegliarsi dal torpore anestetico in cui ogni regime conservatore (di se stesso, non di buoni consolidati princìpi) tende a tenerlo immerso e inerte.
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TRA DESTRA E SINISTRA
di Sandro Bondi
1994-2004 La nuova politica di Forza Italia
Il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi intende collocare il movimento forzista nella storia del nostro Paese, prendendo in esame in un libro ciò che lo lega al nostro passato politico e culturale, e accennando ai suoi possibili sviluppi futuri.
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IL PARADOSSO SOCIALISTA
di Fabrizio Cicchitto
Il sistema politico italiano ha vissuto uno sconvolgimento molto profondo, con aspetti negativi e positivi. La novità positiva è costituita dall’inaspettata nascita e dall’ancor più imprevedibile radicamento e consolidamento, in una posizione di centro, di Forza Italia...
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LA NUOVA STRADA
di Ferdinando Adornato
Agli inizi del XXI secolo l'identità dell'Occidente è sottoposta ad aggressioni politiche e culturali che rischiano di oscurare la stessa idea di libertà su cui essa si fonda. Quello che stiamo vivendo non è uno scontro fra civiltà: è una "nuova guerra" in difesa della civiltà, che non riusciremo a combattere se non ci libereremo definitivamente del nichilismo che ha dominato il Novecento. C'è solo una strada per chiudere davvero con questo passato: resistere alle sirene del pensiero debole e tornare ancora più indietro nel tempo, all'ispirazione del Rinascimento.
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MALEDETTI AMERICANI
di Massimo Teodori
L’ostilità verso gli Stati Uniti, che è innanzitutto ostilità per una civiltà divenuta egemone nel mondo. La vera colpa degli americani è, per molti di noi, semplicemente quella di esistere: sono colpevoli non per ciò che fanno, ma per ciò che sono...
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IL CORAGGIO E LA PAURA
di Renato Brunetta
"L'ignoto in economia spaventa meno di un tempo, perché il contesto in cui l'uomo contemporaneo vive è intellettualizzato: siccome il problema è reso razionale, la soluzione si troverà con raziocinio. Da qui però può nascere il pericolo del conformismo, dell'appiattimento.... La conseguenza di tutto ciò e il paradosso concettuale per cui mettere tra parentesi la storia ci porta al rischio della catastrofe e, quindi, alla categoria di paura che noi abbiamo cercato di estromettere proprio con la razionalità previsionale". "...Ma l'agire economico non è solo questo. E' anche, per fortuna, dell'altro. Ecco il coraggio. L'innovazione del privato è ciò che Marx spiegava già nella sua teoria della concorrenza. Quindi, azzardo morale, coraggio come qualità e valore... "E' il coraggio di fare la storia senza metterla tra parentesi; la rottura della sequenza rituale attraverso l'innovazione e la tecnologia. L'economia è stata nei suoi punti più alti nient'altro che questo, rottura e innovazione [...]"
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VINTI E VINCITORI. I PROTAGONISTI DI FINE SECOLO
di Jas Gawronski
Quale che sia il discrimine tra cronaca e storia, gli avvenimenti e i protagonisti di un passato recente sembrano stagliarsi come ombre cinesi su un fondale di ricordi bianco; e solo a chi ripercorre quegli eventi e i personaggi che li animarono le sagome acquistano colore e dimensione, come colpite da una luce diversa, che è quella del tempo e della sua riflessione. Senza dirlo, da giornalista che si attiene ai fatti, Jas Gawronski lascia che la sua scrittura tradisca la patina della nostalgia, un'impronta fresca nella fattualità storica, un frammento di memoria, come la cupa Mosca di Breznev, o l'incontro con Lukacs a Budapest, o l'accorata indagine sui luoghi di David Rubinowicz, così simile per sorte e per mito ad Anna Frank. Dagli anni Sessanta a oggi, Gawronski non ha smesso di viaggiare, di visitare luoghi topici e uomini famosi, cercando di cogliere in ogni incontro il senso di una verità che superasse l'occasione giornalistica, senza mai prevaricare sul documento, lasciando sempre che le parole parlino e rivelino pensieri ed emozioni, o espongano il fuoco del fanatismo, il vuoto dell'ottusità. Si passa così dalla straordinaria conversazione con Giovanni Paolo II, quasi amicale e intima nelle sue sorprendenti meditate asserzioni, all'intervista di Khomeini a Parigi, già presaga di terrori sciiti, dal colloquio col generale Jaruzelski, capito e riabilitato nella tragica decisione che le circostanze gli imposero, a quello con Priebke, davvero un'efferata testimonianza della banalità del male. Vinti o vincitori, meteori o solidi pianeti, i personaggi che l'autore illumina in un palcoscenico di variabili inquiete non sono mai lasciati alla contingenza del momento, ma seguiti nel ruolo e nel loro destino. Le interviste così diventano dei veri e propri ritratti, fissati nel lampo della storia, come gli eventi che li portarono in alto o in basso, e come se Gawronski volesse ricordarci che tutto ciò che è accadutoreca il segno di una civiltà, per quanto labile o caduca.
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KAMIKAZE MADE IN EUROPE
di Magdi Allam
Riuscirà l'Occidente a sconfiggere i terroristi islamici?
Prima dell'attaco alle Twin Towers, l'11 settembre 2001, noi tutti ci raffiguravamo l'Occidente come una fortezza che i terroristi provenienti dai paesi musulmani assalivano dall'esterno. Oggi, dopo quell'evento traumatico, sappiamo che la realtà è ben diversa: la rete del terrorismo è ormai globalizzata e, anzi, l'Occidente ha di fatto accolto e "promosso" l'estremismo islamico. Gli integralisti in fuga dai loro paesi sono stati accolti da noi come perseguitati politici e l'Occidente paga anche gli errori fatti negli anni Ottanta in Afghanistan e nei Balcani, dove più di una volta si favorirono i combattenti islamici. Con la strage di Madrid, l'11 marzo 2004, è emersa una realtà ancora più pericolosa: alla rete del terrorismo fanno ora capo anche gruppi estremistici uniti da una comune ideologia antiamericana e antiebraica. Come un cavallo di Troia, il terrorismo è ormai penetrato nella fortezza occidentale e ne sfrutta la tutela giuridica. Magdi Allam lancia un grido di allarme su questo nuovo pericolo incombente e stranamente sottovalutato.
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VINCERE LA PAURA
di Magdi Allam
Per la prima volta Magdi Allam racconta se stesso, musulmano laico nato e cresciuto nell'Egitto di Nasser ed emigrato in Italia nel 1972: "Partendo dal mio vissuto posso testimoniare che soltanto quarant'anni fa la situazione in Medio Oriente era radicalmente diversa. La società e le istituzioni erano laiche. La cultura dell'odio e della morte, che l'Occidente oggi associa ai musulmani, non è nel Dna dell'islam". Un atto di accusa contro gli estremisti che mirano al controllo delle moschee, i giornalisti che simpatizzano con i terroristi, la sinistra che strumentalizza la "guerra ingiusta" per il proprio tornaconto elettorale, la classe politica che paga milioni di euro per il rilascio degli ostaggi italiani senza preoccuparsi del fatto che quei soldi provocheranno nuove stragi tra gli iracheni. Una vibrante denuncia che culmina in due lettere aperte: a Oriana Fallaci per la sua volontà di criminalizzare l'insieme dei musulmani e a Tariq Ramadan per il suo tentativo di imporre una realtà integralista in seno alle comunità musulmane d'Europa. Nonostante tutto Allam è convinto che un islam moderato, rispettoso del valore della sacralità della vita, finirà con il prevalere. Perché all'interno del mondo islamico è in atto una riscossa civile ed etica e un rinascimento liberale che ha per protagonisti gli uomini e le donne che sempre più si ribellano al terrorismo. Vincendo la paura.
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IO AMO L'ITALIA
di Magdi Allam
Magdi Allam ama l'Italia: non solo come punto di riferimento di un'infanzia vissuta in Egitto frequentando le scuole dei religiosi italiani, non solo come il paese in cui ha trovato una difficile ma sempre più soddisfacente affermazione professionale, non solo come la patria dei suoi figli e la casa della sua famiglia. Magdi Allam ama l'Italia perché riconosce nell'identità italiana un sistema di valori per il quale è giusto battersi, anche rischiando in prima persona. Attraverso il racconto della sua esperienza di vita - dove la deriva della società egiziana verso l'integralismo islamico si rispecchia nel percorso umano della madre Safeya, e dove Egitto, Italia, islam e laicità si incontrano a forgiare il carattere e le convinzioni di un giovane curioso e vitale - Allam ci riporta a un sentimento di adesione e partecipazione all'ideale civile nazionale che il popolo italiano, forse, non ha coltivato abbastanza. Proprio perché tanto amata, tuttavia, l'Italia di oggi riempie Allam di amarezza e inquietudine: di fronte alla minaccia montante del terrorismo islamico e del proselitismo integralista, il nostro paese sembra incapace di reagire con la dovuta decisione. Nella cronaca minuziosa del suo impegno come giornalista e uomo pubblico contro i seminatori di odio e i predicatori di violenza di casa nostra, Allam disegna il quadro di una comunità nazionale che sottovaluta la pericolosità e la determinazione di molti attori e non riesce a opporsi loro con la fermezza necessaria. Una fermezza che dovrebbe nascere dall'adesione incondizionata al più universale dei valori, quel rispetto per la vita umana che è alla base sia del cristianesimo sia dell'islam come viene vissuto dalla grande maggioranza dei musulmani. Il valore della vita è al centro della riflessione di Allam, che, proprio per non tradirlo in alcun modo, rifiuta di dialogare e giungere a compromessi con chi lo calpesta o lo ritiene meno importante dell'affermazione di una fede, di un'ideologia o di una nazione. Non si tratta solo di nobili parole: Magdi Allam illustra nel suo libro alcune proposte concrete per incidere nella realtà del nostro paese. Dalla costituzione di un Movimento per la vita e la libertà, all'istituzione di un ministero dell'Integrazione, Identità nazionale e Cittadinanza che potrebbe lavorare per dotare gli italiani e immigradi di un quadro condiviso di valori, norme e conoscenze, realizzando le premesse di una società aperta verso l'esterno, ma orgogliosa della propria identità. In quello che è forse il suo libro più personale e coraggioso, Magdi Allam unisce un'incandescente passione civile alla lucida capacità di analisi, denunciando il nichilismo dei valori di cui sono preda l'Italia e l'Occidente ed esortando all'azione contro chi segue una versione integralista e criminale dell'islam, ma anche contro chi, cercando una convivenza di comodo, in malafede o per ingenuità mina le basi civili e culturali della nostra società.
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LA QUARTA GUERRA MONDIALE. ISLAM CONTRO CRISTIANESIMO
di Giancarlo Gioielli
Un fantasma dai mille volti si aggira per l’Europa. Un fantasma che non ha paura di sacrificare la propria vita, sicuro di morire e rinascere. Ha il viso arabo, iraniano, indiano, caucasico, africano, ma talvolta anche europeo. Ha la barba solenne di un vecchio saudita, che pronuncia sentenze di morte e invoca il Dio Misericordioso. Ha il volto sicuro di una ragazzina palestinese incorniciato dal chador. Ha gli occhi brucianti di una donna cecena pronta a farsi saltare con l’esplosivo in un teatro o in un edificio pubblico. Il fantasma ha scatenato una guerra mondiale. Una guerra dichiarata mille e quattrocento anni fa nel deserto dell’Arabia, e che oggi investe l’intero pianeta: dai grattacieli di New York alle savane del Sudan, dalle città europee alle isole della Malesia. Si chiama Jihad, e per il musulmano vuol dire dovere, sforzo collettivo. I nemici sono “tutti gli altri”, compresi quegli stessi musulmani tolleranti, che interpretano il Jihad non come lotta armata, ma come lotta spirituale per la purificazione di sé. La cronaca degli ultimi vent’anni narrata in queste pagine dimostra che non solo l’ateismo e l’opu-lenza dell’Occidente sono di grave scandalo per l’Islam, ma anzitutto la concezione della persona umana – dei suoi diritti e della sua libertà – proclamata dal cristianesimo in duemila anni di storia.
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ISLAM, LA GUERRA E LA SPERANZA
di Fiamma Nirenstein
Intervista a Bernard Lewis. C'è una guerra in corso fra l'lsIam nel suo complesso e l'Occidente? Quanto pesa Israele nella 'guerra santa'? Israele è odiato perché è parte dell'Occidente o l'Occidente è odiato a causa di Israele? Il fanatismo è destinato alla vittoria o si può sconfiggere? E Ia democrazia è possibile nel Medio Oriente, che non l'ha mai conosciuta se non in Israele? La guerra a Saddam Hussein prepara una rivoluzione democratica nel mondo arabo o soltanto una dura ondata di risentimento, un'esplosione mondiale di terrorismo? Come andrà a finire il conflitto israelo-palestinese? E la nuova ondata di antisemitismo che cosa ha a che fare con esso?
Sono questioni di drammatica attualità, a cui tuttavia non si può rispondere senza considerare in profondità la storia. Per conoscere le risposte, Fiamma Nirenstein ha voluto intervistare il maggiore studioso del Medio Oriente, Bernard Lewis, ed esplorare insieme a lui le complicate relazioni fra l'Occidente e l'Islam. Bernard Lewis, che fu il primo a prevedere gli esiti della rivoluzione di Khomeini in Iran e della propaganda di Osama Bin Laden e a studiare il rapporto fra Medio Oriente e democrazia, ci introduce alla comprensione di una storia spesso interpretata secondo canoni confusi e irreali, ci spiega perché oggi l'ostilità antioccidentale ha preso la forma del terrorismo, entra dentro il conflitto mediorientale, i fondamentalismi e la guerra di Saddam. Ma apre le porte alla speranza: nella storia islamica classica e in quella moderna esistono ben radicate tradizioni che ci permettono di immaginare un mondo arabo finalmente libero da dittature e amico dell'Occidente. Anche se lo strumento per raggiungere questo obiettivo potrebbe essere proprio la guerra.
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TRA NICHILISMO E ISLAM. L'EUROPA COME COLPA
di Gianni Baget Bozzo, Raffaele Iannuzzi
«Con il nuovo millennio è ripreso il conflitto che segnò il primo e il secondo millennio cristiano: quello tra Cristianità e Islam. Si tratta di una guerra radicalmente asimmetrica, che ha la forma dello scontro tra una religione e uno Stato, tra la potenza tecnologica e il suicidio martiriale, tra scelte individuali e diffuse e organizzazione concentrata. Motivato in forme religiose, il conflitto dell'Islam è soprattutto contro la civiltà tecnologica e i rapporti sessuali, sociali, economici che essa comporta e che influenzano il mondo musulmano non più in forma religiosa, da cui l'Islam si può difendere con la coercizione, ma occupando l'immaginario dei popoli musulmani, offrendo loro un modello di vita in cui non sussistono più le regole etiche della società, ma tutto è affidato alla scelta individuale. La società tecnologica insidia il mondo musulmano sul piano del costume, delle regole, delle scelte, offre una alternativa rispetto alle norme che vigevano nelle tribù arabe del VII secolo, codificate nel Corano. L'Occidente si trova esposto di fronte a una sfida, che riguarda la sua identità, posta da un'altra identità. Si tratta di una sfida storica impensata, che non ha precedenti e che trova stranamente, nella tradizione rivoluzionaria dell'Occidente, nella sua forma post-marxista, una complicità obiettiva. Ma non solo: dopo la fine della seconda guerra mondiale le stesse Chiese cristiane hanno pensato l'espansione mondiale del Cristianesimo come una colpa e hanno perso la coscienza della loro storia come identità e come valore. Ciò che chiamiamo "nichilismo" è la coscienza dell'uomo europeo in rivolta contro la propria storia e in particolare contro la tradizione ebraica, greca e romana, fuse e innalzate dal Cristianesimo in una sintesi che ha realizzato la più grande forma civile della storia umana. La principale forza su cui fa leva l'offensiva islamica contro la Cristianità è proprio il nichilismo europeo, considerato come la rivolta della coscienza europea contro la propria identità e la propria storia.»
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MULTINAZIONALI DEL TERRORE
di Andrea Morigi
La vera minaccia per l’Occidente non è più il terrorismo, ma il crescente potere economico che l’Islam ha conquistato nel mondo. Gli evidenti legami di complicità fra la finanza islamica e la rete terroristica di Al Qaeda non possono più essere trascurati. Con l'emergere del fondamentalismo, le élites arabe e della fascia mediorientale hanno dato origine a nuovi soggetti economici, in grado di disporre di enormi quantità di denaro. Un'indagine sulla composizione dei fondi di investimento rivela come alcuni "sceicchi" siano diventati protagonisti dei mercati finanziari internazionali investendo in società statunitensi ed europee. Un meccanismo pericoloso, fondato saldamente su conti correnti di banche occidentali, che finanziano moschee, centri coranici e associazioni benefiche musulmane. Un fenomeno di proporzioni inarrestabili, che consente, inoltre, con ingenti flussi di dollari e di euro, di condizionare la stessa vita interna del mondo degli "infedeli".
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SENZA RADICI. EUROPA, RELATIVISMO, CRISTIANESIMO, ISLAM
di Marcello Pera e Joseph Ratzinger
Ha firmato un Trattato costituzionale che è un rebus fin dal titolo. Dopo tanta retorica sulla "riunificazione del continente", ha difficoltà anche solo ad allargarsi. I suoi membri sono divisi sul seggio all’Onu, sulla guerra in Iraq, sul dopoguerra, sulle relazioni con l’America, sui rapporti con Israele, sulle organizzazioni terroristiche, sulle politiche di difesa, di immigrazione, di sicurezza. Cala demograficamente e ha difficoltà a competere sui mercati globali. Chiamata a votare per il suo Parlamento, non si presenta alle urne. E chiamata a definire la propria identità, si rifiuta di declinare le proprie radici culturali e religiose. Sembra Babilonia, è l’Europa di oggi. Quella che predica l’idea relativistica che non esistono valori universali, neppure quei suoi grandi princìpi che hanno civilizzato il mondo. Quella che manifesta per la pace anche quando è fatta segno della ’guerra santa’ del fanatismo islamico. Quella che per non chiamare i problemi per nome usa il ’linguaggio politicamente corretto’. Quella che si dice laica mentre pratica una forma dogmatica e arrogante di ideologia laicista…
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I NUOVI PERSEGUITATI
di Antonio Socci
250 milioni di cristiani rischiano la vita ogni giorno. Il bilancio è tragico: 160.000 vittime all'anno in America Latina, Nord Africa, Paesi Arabi e Asia, 604 missionari trucidati dal 1990 a oggi in Messico, Colombia, Algeria, Arabia Saudita, Pakistan, India, Cina e Birmania. All'alba del terzo millennio i cristiani subiscono ancora persecuzioni cruente, costanti e diffuse. Si tratta di massacri perpetrati per ragioni politiche oppure in nome della fede? Un reportage giornalistico che fa il punto sulla situazione internazionale cogliendo i nessi fra politica, economia e cultura.
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FOIBE
di Gianni Oliva
Le stragi negate degli italiani della Venezia Giulia e dell'Istria.
Subito dopo la fine della guerra, tra il maggio e il giugno 1945, migliaia di italiani della Venezia Giulia, dell'Istria e della Dalmazia vengono uccisi dall'esercito jugoslavo del maresciallo Tito: molti di loro sono gettati nelle "foibe", che si trasformano in grandi fosse comuni, molti altri deportati nei campi della Slovenia e della Croazia, dove muoiono di stenti e di malattie. Le stragi si inquadrano in una strategia politica mirata, diretta a colpire non gli italiani in quanto tali, ma tutti coloro che si oppongono all'annessione delle terre contese alla "nuova" Jugoslavia: cadono collaborazionisti e militi della Repubblica di Salò, ma anche membri dei comitati di liberazione nazionale, partigiani combattenti, comunisti contrari alle cessioni territoriali e cittadini comuni. Per oltre mezzo secolo su questi eccidi è gravato un pesante silenzio. Attingendo a una puntuale documentazione d'archivio e bibliografica, Gianni Oliva ricostruisce le tragiche vicende di quei giorni in tutte le loro articolazioni politiche, militari e diplomatiche, dai progetti di Tito alle divisioni della Resistenza italiana del Nordest, dai fatti di Porzus alla "corsa per Trieste".
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GULAG
di Anne Applebaum
Storia dei campi di concentramento sovietici
Anne Applebaum ricostruisce per la prima volta in modo completo e documentatissimo il sistema sovietico dei Gulag, dalla sua nascita subito dopo la Rivoluzione d'ottobre alla sua enorme espansione, al suo smantellamento negli anni Ottanta durante la glasnost' gorbacioviana. Ma soprattutto racconta quello che fu un "paese nel paese", quasi una civiltà sommersa dell'estremo nord dell'URSS, con leggi, tradizioni, cultura, lingua e persino un'etica autonome. E offre una descrizione accurata, talora straziante, della vita nei campi: parla dei prigionieri, dei comandanti e delle guardie. Ricordare e analizzare questa immane tragedia - soltanto in epoca staliniana gli internati furono circa 18 milioni - è perciò un dovere nei confronti non solo delle vittime ma anche del nostro futuro.
Traduzione di Luisa Agnese Dalla Fontana
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GLADIO ROSSA
di Rocco Turi
Il caso Moro è stato sempre ricostruito sulle tracce della relazione di maggioranza della Commissione parlamentare, istituita ad hoc, che attribuirebbe a sofisticate menti occidentali le maggiori responsabilità del sequestro politico più eclatante del dopoguerra. Questo libro contesta le tesi del filone "politicamente corretto" sul rapimento dello statista democristiano e porta alla ribalta, per la prima volta, capitoli oscuri della storia segreta del comunismo e del Pci, che la stampa italiana ha definito "cose vecchie e ridicole" ma non ha mai pubblicato; ricostruisce uno scenario politico nuovo nel quale sarebbe maturato il sequestro, esponendo un rigoroso argomento tabù: l'azione di partigiani deviati che nel dopoguerra fuggirono e poi ritornarono o rimasero in rapporto con la Cecoslovacchia e sarebbero stati anche i padri del terrorismo brigatista italiano e parte attiva o defilata del rapimento di Aldo Moro. Gladio Rossa affronta anche argomenti legati all'azione dei servizi segreti internazionali in Italia, all’inerzia dei servizi deviati italiani, alla protezione di ben note spie italiane al servizio del controspionaggio dei paesi dell'Est, alla protezione incrociata di uomini e personaggi, protagonisti nel rapimento del presidente della Democrazia cristiana.
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IL SANGUE DEI VINTI
di Giampaolo Pansa
Che cosa accade quando finisce una guerra civile? Giampaolo Pansa, dopo aver scritto molto sulla Resistenza e sui partigiani, s'inoltra su un terreno poco battuto e assai controverso: la resa dei conti imposta ai fascisti sconfitti. Aiutato da una vastissima documentazione, ricostruisce nei dettagli decine di eccidi e centinaia di omicidi, compiuti per punizione, per vendetta, per fanatismo politico e per odio di classe. Il teatro di questo bagno di sangue è l'Italia del nord, dal 25 aprile 1945 alla fine del 1946. L'autore svela vicende prima d'ora ignorate e descrive la fine di migliaia di italiani che, pur avendo scelto di combattere l'ultima battaglia di Mussolini, non erano tutti criminali di guerra da punire con la morte.
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SCONOSCIUTO 1945
di Giampaolo Pansa
Ventimila scomparsi, torturati e uccisi: le vendette dopo il 25 aprile nella memoria dei vinti.
Pansa è andato a cercare i "figli dei vinti", ne ha trascritto le lettere, ne ha raccolto le testimonianze: "Quando ero piccola avevo un incubo notturno: vedevo papà senza testa, decapitato dai partigiani", "Mio fratello scomparve e il suo corpo non l'abbiamo mai ritrovato", "Sono la figlia di uno dei cento fucilati in quel prato lungo il Piave", "La mamma è stata uccisa perché aveva un figlio arruolato nella Repubblica sociale"... Una lunga serie di orrori è stata raccolta in questo libro, orrori che non hanno mai potuto esprimersi senza vergogna, schiacciati da una cultura dominante in un'Italia che doveva dichiararsi tutta antifascista, contro la verità storica che invece ci ha consegnato un paese molto diviso. Un libro che riscatta, attraverso l'ascolto e le parole di uno scrittore antifascista, le vittime incolpevoli che sono state travolte da una resa dei conti sanguinosa e senza quartiere.
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LA TRAGEDIA DEI COMUNISTI ITALIANI
Di Giancarlo Lehner (con Francesco Bigazzi)
Le vittime del Pci in Unione Sovietica
La tragedia dei comunisti italiani rievoca vicende per troppo tempo occultate e lo fa avvalendosi di una ricca documentazione, che Giancarlo Lehner ha avuto il merito di inserire all’interno di una narrazione, che ingenera nel lettore una viva commozione per la sorte di questi nostri sventurati connazionali. Scorrono vite di uomini e donne, straziate dalla violenza di un regime fondato sul sospetto e sulla paura.[…] Il dato che accomuna i destini di questi condannati innocenti è l’essere stati travolti dal cinismo di un potere assoluto e spregiudicato, che ammanta di “giustizia” la sua azione devastante contro l’umanità. La vera tragedia del comunismo mondiale sta proprio in questa “spaventosa forbice tra il dire e il fare, tra la propaganda e gli esiti di una rivoluzione comunista in effetti, ma solo nel senso di esser vocata a distribuire in maniera egualitaria carcere, lager, fucilazioni, fame, disperazione, lutto e a sradicare l’uomo da se stesso, dalla propria cultura, se possibile dalla propria ‘anima’” (p. 130)… (dalla recensione di Luigi O. Rintallo)
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LE DUE RIVOLUZIONI
di François Furet
Dalla Francia del 1789 alla Russia del 1917.
Con questo libro, François Furet ricostruisce la storia e l’idea di rivoluzione attraverso due secoli di storia, dall’abbattimento dell’Ancien Régime nella Francia di fine Settecento alla crisi dei regimi comunisti che culminerà, non solo simbolicamente, nel crollo del muro di Berlino del 1989. Lo storico francese analizza infatti il rapporto tra la Rivoluzione francese del 1789 e la svolta giacobina del 1793, ma anche il rapporto tra il Terrore del 1793 e la vittoria dei bolscevichi nel 1917. Un legame, quest’ultimo, che spiega almeno in parte perché la deriva della Rivoluzione d’Ottobre verso il totalitarismo abbia richiesto tanto tempo per essere ammessa da parte di larghi settori della sinistra europea.
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L'ITALIA DEI PRIVILEGI
di Raffaele Costa
Dalla a alla z dizionario delle persone e delle categorie trattate meglio dei comuni cittadini
Raffaele Costa, europarlamentare, va alla scoperta dei privilegiati nell'incredibile giungla di enti e ministeri, agenzie e authority, telefonia e aziende elettriche, ferrovie e Regioni a statuto speciale, ordini professionali e Pubblica amministrazione. L'elenco di benefici, disparità di trattamenti, spese "allegre e ingiustificate" è così lungo da ricavarne una vera enciclopedia, ricca di nomi, date, cifre. Una mappa dei privilegi italiani completa e documentata, tracciata da un privilegiato che ha fatto della denuncia in Parlamento di sprechi e sperequazioni il suo cavallo di battaglia.
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Nassiriya
di Pino Agnetti
Fondendo in modo assolutamente originale lo stile del reportage con quello tipico del pamphlet, l’autore affronta uno dopo l’altro i nodi principali del ruolo dell’Italia nello spaventoso dopoguerra iracheno: la polemica attorno al carattere e alle finalità della nostra missione, il comportamento sul campo dei nostri militari anche nelle situazioni di maggiore pericolo, il loro rapporto con la popolazione locale, la reazione dell’opinione pubblica al dramma dei nostri caduti e a quello dei nostri connazionali sequestrati, gli ostacoli enormi che ancora si frappongono alla rinascita dell’antico Paese dei due fiumi: una terra senza mezze misure sia nella grandezza della sua civiltà millenaria, sia nel totale disastro morale e civile prodotto da decenni di dittatura e di guerre.
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SOPRAVVISSUTA AD AUSCHWITZ
di Emanuela Zuccalà
Abitare, per un anno, nella città artificiale del male assoluto. Lavorare, da adolescente, a un minuto ingranaggio della sterminata fabbrica della morte. Portare inciso sul braccio sinistro, ancora dopo sessant’anni, il numero-simbolo della malvagità umana ed essere qui a raccontarlo. Esprimendo, contemporaneamente, un inesauribile amore per la vita. La storia di Liliana Segre sorprende, indigna e riconcilia. Bambina ad Auschwitz nel 1944, deportata perché ebrea, oggi è una delle ultime testimoni della Shoah, fra le poche a riuscire ancora a rivivere davanti a una platea – in genere di giovani e di studenti – una simile tragedia personale e collettiva. Un tessuto di coincidenze ed eventi quasi romanzeschi l’ha condotta indenne – nello spirito, oltre che nel corpo – fuori dai cancelli del campo di sterminio. Liliana Segre è testimone pubblica della Shoah dal 1990: in questo libro, per la prima volta, racconta se stessa in profondità, le ragioni più intime che l’hanno spinta a condividere il suo dramma privato, l’assurdo ritorno alla vita dopo il viaggio nella città della morte che doveva essere di sola andata. Ma a parlare sono anche i ragazzi che l’hanno ascoltata, in un’antologia di lettere e bigliettini scritti di getto e consegnati alla nonna che è stata tredicenne ad Auschwitz.
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LA SCUOLA CHE NON C'E'
di Valentina Aprea
Prefazione di Silvio Berlusconi
«La nostra scuola è lontanissima dall'avere i mezzi, i programmi, le capacità di formare dei giovani che possano, in qualunque paese del mondo, trovare il modo di affermarsi, di realizzare se stessi, di contribuire al progresso generale». Lo scrive Silvio Berlusconi nella prefazione a questo libro, la cui autrice vive da sempre nel mondo della scuola, prima come insegnante, poi come direttrice didattica e infine, da alcuni anni, come responsabile per le politiche scolastiche di Forza Italia. Questa raccolta di articoli e interventi cerca di spiegare perché, da Berlinguer a De Mauro, non si sia prodotta che una riforma contraddittoria e apparente, dando al contempo anche soluzioni concrete per costruire la "scuola che non c'è".
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IL G8 DI GENOVA MISTIFICAZIONE E REALTA'
di Fabrizio Cicchitto
Così comincia "I fanatici e gli ideologi non sono mai ambigui o reticenti circa le loro idee, la loro visione del mondo o i loro obbiettivi. I fanatici e gli ideologi mentono sui fatti". In questo libro il lettore troverà la ricostruzione oggettiva di ciò che è accaduto a Genova, le intenzioni e i comportamenti di tutti i protagonisti, la descrizione precisa della tragedia annunciata e voluta, rappresentata dalla morte di un contestatore, Carlo Giuliani, in uno scontro con un carabiniere restato isolato, la vera storia del saccheggio alla città e degli attacchi alle forze dell'ordine. Le versioni contrastanti sugli interrogatori alla caserma di Bolzaneto e la perquisizione alla scuola Diaz. Ma soprattutto il lettore potrà conoscere i veri artefici della campagna di disinformazione su quello che realmente è avvenuto a Genova e la demistificazione seguita ai lavori della commissione parlamentare.
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LA DISINFORMAZIONE IN COMMISSIONE STRAGI (Il grande inganno)
di Fabrizio Cicchitto Gianluigi Da Rold Francesco Gironda
E' una straordinaria denuncia all'opinione pubblica del "grande inganno" che è stato realizzato attraverso l'impressionante attività di disinformazione sviluppata dei Commissari del PCI , nella ricostruzione della storia d'Italia in Commissione Stragi . Durante gli anni della presidenza Gualtieri e fino alla clamorosa rottura del Presidente Pellegrino che ,con il suo libro "Segreto di Stato", ha recentemente preso le distanze dalla "vulgata" comunista -diessina. Si è tentato di accreditare presso l'opinione pubblica Italiana una falsa memoria collettiva in cui i comunisti italiani sono stati per cinquanta anni i veri campioni della democrazia e i partiti democratici occidentali i nemici della libertà e dell'indipendenza nazionale. · Un libro durissimo che analizza e mette a confronto tutti gli interventi e i documenti dell'attuale dibattito sulla storia della Repubblica . Una ricostruzione che valuta ,senza sconti, le responsabilità personali e collettive di chi ,nelle varie funzioni ricoperte, ha consentito che una così grave ferita alla verità storica venisse inferta.
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LIBERTA' E SECONDA REPUBBLICA
di Edgardo Sogno
Questo libro raccoglie il contributo di alcuni dei più significativi amici di Edgardo Sogno, uniti dalla stima per questo straordinario protagonista della storia italiana, che ne hanno voluto approfondire l'originale pensiero. Nel libro, sono raccolti scritti di Edgardo Sogno in materia di riforma istituzionale, alcuni dei quali assolutamente inediti. La lotta per una nuova costituzione che superasse quella "compromissoria" che ancora regge il paese, è stato il tema dominante, dagli anni '70 fino alla scomparsa di questo grande pensatore liberale, che seppe misurarsi dopo gli anni dell'azione nella resistenza, con la lotta all'egemonia cattocomunista sulla società italiana. Libro che piacerà molto ai cultori della storia politica, ed in particolare a coloro che avvertono che la ripresa del dibattito sulle riforme istituzionali verte proprio sui problemi che Edgardo Sogno ha identificato quali cause del ritardo del nostro paese a raggiungere il livello delle più efficienti democrazie occidentali.
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I SEGRETI DI SAN MACUTO
di Gian Paolo Pelizzaro Vincenzo Manca
In questo libro intervista, il vice presidente della Commissione Stragi, senatore Vincenzo R. Manca,. racconta, caso per caso, giallo dopo giallo in che modo la classe politica ha indagato sui così detti misteri d'Italia. Dal disastro aereo del DC9 Itavia, passando per gli inconfessabili rapporti con la Libia del colonnello Gheddafi, arrivando alla controversa questione petrolifera e meridionale. E poi, dall'invenzione del termine "strategia della tensione" alla strage di piazza Fontana, dalla Gladio Rossa ai finanziamenti sovietici al Pci. I segreti di San Macuto spiega, per la prima volta e senza condizionamenti di natura ideologica, il perché delle mille lacune e manipolazioni della nostra storia recente. Il ruolo dei servizi segreti dell' Est, l'ingerenza della rete spionistica del Kgb in Italia ed i collegamenti tra Br, Raf, Olp, Action Directe, Grapo, Eta ed Ira emergono con chiarezza. Il libro, analizzando anche scandali recenti come quello dell'occultamento del Dossier Mitrokhin, cerca di rispondere agli interrogativi che la "vulgata" della sinistra, nella ricostruzione della storia segreta del nostro paese, ha lasciato volutamente senza risposta.
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DIECI ANNI AL GOVERNO DELLA LOMBARDIA: CHE COSA È CAMBIATO, CHE COSA CAMBIERÀ
di Roberto Formigoni e Paolo Del Debbio
"Un libro scritto a due mani ma pensato a due teste". Con queste parole Paolo Del Debbio ha presentato la sua ultima fatica letteraria al MazdaPalace di Milano. Un libro che mette al centro la libertà, vale a dire l’essenza del messaggio di Forza Italia, così come è stata declinata da Roberto Formigoni nei suoi dieci anni da governatore azzurro della Lombardia. Come far convivere le due facce della libertà - libertà di fare, di intraprendere, di scegliere, e libertà dal bisogno, dalla paura, dalla costrizione; come portare le decisioni politiche al di fuori del Palazzo e delle corporazioni varie; come affidare al singolo cittadino la possibilità di scegliere dove e da chi farsi curare, dove e da chi far educare i propri figli, dove e come far assistere i propri anziani o le persone in difficoltà; come far diventare la "sussidiarietà una pratica politica. Questo è ciò che ha fatto in Lombardia dal 1995 al 2005 Roberto Formigoni: questo è ciò che sta facendo in Italia Silvio Berlusconi.
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INCHIOSTRO ROSSO. LE VERE VELINE DELL'ERA BERLUSCONI
di Massimo Pandolfi, Riccardo Fantini
Il saggio è una miniera di informazioni, dati, curiosità su quello che le sinistre hanno definito "il regime". Ma per paradosso si scopre che se regime proprio deve essere, allora è a sinistra. Infatti, come bene dimostrato con un monitoraggio attento delle prime pagine durato sei mesi, i quotidiani italiani sono ampiamente schierati da una sola parte. E non è certo a destra.
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DA BASSETTI A FORMIGONI. TUTTI I GOVERNI DELLA LOMBARDIA
di Roberto Vallini
Ripercorrere la storia della Regione Lombardia, da sempre laboratorio politico del Paese, è l’occasione per ricostruire il lungo processo istituzionale e politico che ha portato alla revisione della Costituzione. I protagonisti di trentacinque anni di governo lombardo, da Piero Bassetti a Roberto Formigoni, ripercorrono le tappe più importanti della storia italiana e lombarda: gli anni Settanta e la partecipazione; gli anni Ottanta e il terrorismo; gli anni Novanta e la crisi della Prima Repubblica; il nuovo millennio e le Giunte dei Governatori.
Il volume è corredato di un’appendice di documenti con i dati elettorali, i nomi degli eletti e le statistiche sull’attività legislativa.
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LA SOCIETA' ATTIVA
di Maurizio Sacconi, Paolo Reboani, Michele Tiraboschi
La società attiva è il Manifesto per un rinnovato sistema di welfare e la promozione di una società insieme più competitiva e più giusta perché ad alta dotazione di capitale umano. Un modello che diverge dall’impianto tradizionale, su cui ha lungamente pesato l’egemonia delle ideologie espresse dalla società industriale, ispirate al conflitto di classe. Gli autori, tra gli amici più cari di Marco Biagi cui libro è dedicato, assumono a riferimento la centralità della persona, con i suoi bisogni e le sue responsabilità. Fiduciosi nelle potenzialità della seconda modernità, indicano le vie per regole e istituzioni utili a promuovere percorsi di continua e piena realizzazione della persona lungo tutto l’anno della vita.
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IL LIBRO NERO DELLA CINA
Reporter senza frontiere
Prefazione di Marie Holzman e Liu Qing, presentazione di Piero Ostellino
Il Libro nero della Cina raccoglie gli sconvolgenti rapporti di Amnesty International, Marie Holzman, Reporter senza frontiere, The Laogai Research Foundation, Human Rights Watch, Human Rights in Cina, Centro tibetano per i diritti e la democrazia, che raccontano di pena di morte, rieducazione attraverso il lavoro, torture, uso della psichiatria a fini politici, discriminazione nei confronti dei malati di aids, repressione delle minoranze etniche e religiose, censura di Internet.
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LA CIVILTA' DELL'AMORE. POTERE E POLITICA AL FEMMINILE
di Sandro Bondi
Il secolo scorso è stato dominato dalle ideologie. L'ideologia pretende di conoscere e condizionare il processo storico in virtù della logica inerente alla sua "idea". Le ideologie non si sono mai interessate del miracolo dell'essere. Così il presente è stato sacrificato al futuro, il reale all'ideale, la vita al progetto, l'uomo al suo bene immaginato e programmato. Le ideologie hanno totalmente censurato una verità luminosa e necessaria: non il potere, ma solo l'amore redime. E il potere non sostanziato dall'amore diventa inesorabilmente l'anticamera dell'inferno storico. Sandro Bondi racconta il genio delle donne capaci di un'intelligenza del cuore. L'unica che può salvare il mondo moderno da tutte le sue degenerazioni ideologiche. Solo le esperienze vive di molte donne hanno rappresentato l'antidoto al male delle ideologie e alla lacerante cultura del progetto da esse originato. Il pensiero femminile, infatti, ha sempre affermato il bene del presente rispetto a un condizionato futuro, coltivato l'affettività intelligente piuttosto che la fredda razionalità. Il genio delle donne è la chiave per realizzare una civiltà dell'amore. Uno sguardo sulla realtà che, in modo sorgivo, riconcilia l'apparentemente inconciliabile, ovvero la mente con il cuore.
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LAICI E CREDENTI. UNA FEDE COMUNE
di Sandro Bondi
Nella nostra società, che sempre più spesso si trova a dover affrontare problemi etici fondamentali per il destino della civiltà occidentale, si avverte l'urgenza di un dialogo tra laici e credenti che individui un senso della vita condiviso, un'"unica" verità etica. E questo è realizzabile, ovviamente, solo se si supera ogni sorta di relativismo e di integralismo, sia laicista sia confessionale, in quanto rinuncia alla "sfida della ragione come apertura alla categoria della possibilità". Da laico e credente, Sandro Bondi invita ad approfondire tale ambito di riflessione tracciando una "mappa culturale" del nostro tempo, dalla quale emergono i tanti campi in cui si rivela indispensabile un aperto e sereno confronto tra laici e credenti, tra ricerca e fede, tra modernità e tradizione. Sulla base dei concetti fondanti di persona-responsabilitàsolidarietà, l'autore propugna una nuova forma di laicità che, rifiutando la tesi dogmatica secondo la quale la democrazia deve essere ipso facto irreligiosa, recuperi le radici e i valori cristiani - ovvero le tradizioni e i legami comuni, inscindibili da una "cultura della vita basata sul riconoscimento della dignità dell'uomo e della persona" - e diventi soggetto politico attivo. Se il percorso verso una laicità rispettosa delle libertà individuali e civili appare ancora molto faticoso (come prova il recente e aspro dibattito sulla procreazione assistita), non mancano confortanti segnali di una sua concreta praticabilità, contenuti nel magistero di Benedetto XVI, di Giovanni Paolo II e di don Luigi Giussani, ma presenti anche nel mondo della politica, purché marcatamente connotata "al femminile". Infatti, solo grazie alla peculiare predisposizione delle donne ad assumere la sacralità della vita quale irrinunciabile fondamento "prepolitico", può essere avviata la sperimentazione di un cammino riformatore che conservi le virtù di una prassi e di un'esperienza autentiche e reali.
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LIBRI: BERLUSCONI, TI ODIO. LE OFFESE DELLA SINISTRA AL PREMIER PUBBLICATE DALL'AGENZIA ANSA
di Luca D’Alessandro
A scrivere il libro, che offre anche un’ampia prefazione di Paolo Guzzanti, hanno provveduto (senza volere) tutti i critici di Berlusconi, per lo piu’ parlamentari dell’opposizione, messi in fila rigorosamente per ordine alfabetico: 269 voci, da Gavino Angius a Roberto Zaccaria, compresi un ex presidente come Oscar Scalfaro, un leader "girotondino" come Pancho Pardi, un politologo come Giovanni Sartori ed altri personaggi che partecipano al dibattito politico. Complimenti a Luca d’Alessandro per essersi dovuto immergere, per raccogliere il materiale, "nella foresta amazzonica delle agenzie di stampa" (ovvero nel fluviale notiziario dell’Ansa) a cominciare dal 13 maggio 2001, data che - secondo la sua opinione - "ha rappresentato l’esordio di un’esponenziale recrudescenza nel livore degli esponenti della sinistra". Una dura fatica per lui, una lettura davvero illuminante per tutti gli italiani privi di pregiudizi.
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IL MITO DELL'ONU
di Fabio Grassi Orsini
Il mito dell’Onu di Fabio Grassi Orsini risponde a una delle ultime “vulgate” italiane: il mito del pacifismo, brandito contro sia l’interventismo umanitario degli anni Novanta sia contro l’interventismo democratico.
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RISCHI FATALI
di Giulio Tremonti
L’Europa vecchia, la Cina, il mercatismo suicida: come reagire.
1989: cada il muro di Berlino. 1994: nasce la World Trade Organization. Il mondo accelera la sua corsa: è la globalizzazione. Per la storia le date contano, e altre ancora ce ne sono di fondamentali. 11 settembre 2001: la reazione violenta del fondamentalismo arabo. 11 dicembre 2001: la Cina entra nel WTO. Dopo il muro di Berlino cade il muro di Pechino. Il mondo non è e non sarà più come prima. L'ingegneria genetica della politica ha infatti tratto da due cadaveri eccellenti del comunismo e del liberalismo un nuovo Frankestein: il mercatismo. Mercato unico, pensiero unico, uomo a taglia unica, errore unico. Perché la vita non si riduce al grafico del prodotto interno lordo. La felicità non s'incorpora nella concorrenza. S'infrangono i vetri della serra che per mezzo secolo ha protetto il giardino Europa. Non è l'Europa che è entrata nella globalizzazione, è la globalizzazione che è entrata in Europa. Cogliendola impreparata. A differenza dei popoli che avvertono il pericolo e votano "contro", i giardinieri dell'Europa politica hanno invece continuato imperterriti come se niente fosse successo. È così che, per la prima volta nella sua storia, l'Unione europea esce dallo spirito del tempo. Disegnata su un passato che non c'è più, proiettata verso un futuro diverso, stordita dall'illusione stupefacente del suo vecchio benessere, miopemente affetta da buonismo suicida, la politica europea non s'avvede che un fantasma sta arrivando e, anzi, già s'aggira alla sua periferia: il fantasma della povertà. Tutto irremediabilmente perso, allora? Senza ansie millenariste, ma con visione chiara frutto di una straordinaria esperienza internazionale, Giulio Tremonti prospetta una prima ipotesi di riscossa europea, individua i campi in cui l'intervento è ancora possibile e può essere efficace. Se sarà radicale. Per avere un futuro, dobbiamo infatti rinunciare a un prezzo del nostro passato. Ma occorre far presto.
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I PRINCIPI DEL GOVERNO SUL TERRITORIO
di Pierluigi Mantini, Maurizio Lupi
In vista della futura approvazione della tanto attesa riforma dell'urbanistica, che ridisegnerà il quadro normativo risalente agli anni Quaranta, il volume rappresenta un primo e autorevole contributo per conoscerne contenuti o orientamenti. Si abbandonano gli antichi "idola" dell'urbanistica di tradizione (piani iperprescrittivi, espropriazioni e vincoli diffusi, zoning rigidi, standard solo quantitativi ecc.) e si riconoscono i nuovi principi della sussidiarietà, della perequazione, della negoziazione, della compensazione, di una governance urbana basata su piani direttori e progetti operativi. Il libro presenta e documenta questo risultato, ancora parziale e incerto, nella consapevolezza che la riforma del governo del territorio, necessaria all'Italia, dovrà comunque giovarsi, anche nella prossima legislatura, dei lavori prodotti. I giudizi politici sono arricchiti da puntuali contributi di analisi di autorevoli giuristi e urbanisti e dalle proposte dei principali soggetti economici, sociali e scentifici, in un quadro di estremo interesse anche per gli operatori e gli interpreti. A completamento del testo, si riporta, in appendice, il testo unificato del disegno di legge "Principi fondamentali del governo del territorio" approvato dalla Camera dei Deputati il 28 giugno 2005 e il quadro delle leggi regionali in materia di governo del territorio. Pierluigi Mantini, Professore di diritto amministrativo e di diritto urbanistico al Politecnico di Milano, avvocato cassazionista, è Vice Presidente della Commissione Bicamerale per la Riforma Amministrativa e componente del Direttivo Gruppo Parlamentare D.L. Margherita – L’Ulivo Camera dei Deputati. Maurizio Lupi, già assessore all’Urbanistica, all’Edilizia privata e Arredo urbano del Comune di Milano, eletto alla Camera dei Deputati nel 2001, è Capogruppo di Forza Italia in Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici, Responsabile del Dipartimento urbanistica e lavori pubblici di Forza Italia, dal settembre 1994 è Amministratore Delegato di Fiera Milano Congressi.
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IL NUOVO SISTEMA ELETTORALE
di Giuseppe Vegas
La democrazia è un valore indiscusso a cui la pratica politica dei paesi più avanzati non può rinunciare. Ma come si realizza? Consultare direttamente tutti i cittadini, come avveniva nell'Atene classica, è impossibile nella nazioni di oggi. Diventa dunque indispensabile eleggere dei rappresentanti cui si concede la delega dell'esercizio della democrazia. Per questo la riforma della legge elettorale italiana ha suscitato tanto clamore e polemiche: si tratta di una delle leggi fondamentali dello Stato, i cui effetti riguardano la vita e i diritti di tutti i cittadini; ma anche di una questione complessa, molto tecnica, non sempre facile da comprendere. In queste pagine Giuseppe Vegas offre a tutti i "non addetti ai lavori" un vademecum per capire la nuova legge elettorale. Una mappa preziosa per districarsi tra maggioritario e proporzionale, collegi uninominali o plurinominali; per conoscere i sistemi elettorali usati nei diversi paesi europei e nella storia dell'Italia unita; per comprendere il rapporto del sistema elettorale con i conti pubblici, il problema della governabilità, il ruolo del Parlamento in uno Stato avviato sempre più verso il federalismo, le novità introdotte dalla riforma del dicembre 2005, senza tralasciare questioni di estrema attualità come il voto degli italiani all'estero o le controverse "quote rosa".
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TERRORISMO, L'ALTRA STORIA
di Francesco Specchia - Raffaello Canteri
"Il terrorismo di sinistra e gli anni di piombo raccontati per la prima volta dai feriti e dai familiari delle vittime. Dalle vecchie alle nuove BR. I casi Biagi e D'Antona. Con la testimonianza dell'ultima vittima mancata, Vittorio Feltri. "Il terrorismo - scrive Vittorio Feltri nella prefazione - uccide sempre persone più o meno note: ma la perfezione del male è raggiunta quando si colpisce uno che nemmeno sa perché ha meritato di essere scelto. Tutti si sono levati in piedi a tutelare il Caino redento. Ma Caino, anche quando si pente, dovrebbe lasciar posto ai partenti di Abele, altrimenti che rinascita è?"
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FALCE E CARRELLO
di Bernardo Caprotti
Bernardo Caprotti è l’imprenditore che ha portato all’eccellenza i supermercati in Italia. Ne ha fatto un caso di rinomanza internazionale, nel settore. A 81 anni ha deciso di rompere il suo riserbo (niente interviste, niente fotografie, poche apparizioni pubbliche, tanto lavoro) e in questo libro-denuncia racconta ciò che ha dovuto subire per mano delle Coop. Dai primi contatti con il gigante “rosso” della grande distribuzione fino alle polemiche degli ultimi mesi, il fondatore di Esselunga ricostruisce un confronto pluridecennale scambiato fino a poco tempo fa per normale concorrenza. Invece, mettendo insieme con meticolosità le tessere del mosaico, a Caprotti è apparso un disegno preciso: far sparire la sua azienda dal mercato.
In questo j’accuse l’imprenditore documenta, prove alla mano, una serie di vicende che di primo acchito sembrano tentativi imprenditoriali andati a vuoto, nella realtà si rivelano parte di un censurabile piano strategico altrui. Giacché Esselunga non può essere la sola vittima del “sistema”. Dalla rigorosa esposizione dei fatti appare di tutta evidenza che molte iniziative di Esselunga sono state affossate dalla Legacoop, il gigante economico agli ordini del Pci-Pds-Ds, con l’indispensabile appoggio delle amministrazioni locali di sinistra.
www.falcecarrello.com
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