Dalla Base al Partito della Libertà
- Rubrica del Professore - Settembre 2007 -
“Dobbiamo continuare ad essere diversi da modelli di partito che hanno generato oligarchie autoreferenziali che consideravano gli elettori utile mezzo per i propri scopi”.
“La nascita di un grande partito unico del centrodestra si dovrà ascrivere nel solco dei valori del Cristianesimo, del liberalismo, del socialismo democratico, della laicità”.
Silvio Berlusconi
E’ evidente come l’Italia da anni necessiti di una serie di riforme liberali tese ad una modernizzazione del paese e dell’intero apparato statale. E’ altresì evidente come la situazione politica attuale, dove l’esecutivo è alla mercé dei particolarismi partitici, impedisca una incisiva azione politica e riformistica. Si verifica troppo spesso in Italia che l’Esecutivo, organo preposto a concretizzare un progetto politico, sia impedito nelle sue funzioni dai vari veti che partiti minori impongono all’azione di governo. Si assiste spesso ad una estenuante diatriba all’interno delle coalizioni che poco ha a che fare con le esigenze di rinnovamento del paese. La sterilità di queste diatribe è spesso la causa principale della paralisi dell’attività legislativa e della rinuncia ad intraprendere vere opere riformatrici.E’ in questi frangenti che avviene lo scollamento tra il paese reale, la gente alle prese con la quotidianità, e la classe politica, percepita, non a torto, come autoreferenziale e priva di quella capacità di realizzazione di progetti implicita nel mandato elettorale.
A questa situazione il centro-sinistra sta rispondendo con il Partito Democratico che, seppur criticabile sotto moltissimi aspetti anche sostanziali, è comunque una mossa interessante. Perché la politica possa però avere un sistema bi-partitico,come noi auspichiamo, è necessario che sorga anche una grande forza unitaria del centro-destra. Analizzando l’iter di creazione del Partito democratico abbiamo notato che il suo concepimento, e ora soprattutto la sua nascita, sono distanti dalle persone, dagli elettori, dalla base. Sono di conferma a queste parole le continue dispute che avvengono all’interno del Partito Democratico in merito alla leadership.
Siamo convinti che perché possa davvero nascere un Partito delle Libertà, ci voglia l’iniziativa degli elettori, la base,, e soprattutto di noi giovani che rappresentiamo il futuro della politica. Ci vuole quindiun partito unico che raccolga le istanze più genuinamente liberali che caratterizzano il popolo di centro-destra. E’ infatti un binomio inscindibile quello di liberalismo e di partito unico: il primo rappresenta infatti la direzione in cui deve andare l’azione politica del Centro Destra; il secondo rappresenta il mezzo attraverso cui può avvenire l’attuazione di quei principi.
La politica come servizio reso ai cittadini deve essere uno dei capisaldi che reggono il progetto del partito unico. Il partito unico è infatti un progetto che non solo interpreta le esigenze dell’elettorato di Centro Destra, ma è sostenuto, seppur non ancora con la dovuta forza, dalla Base, dagli uomini e dalle donne che credono nel programma di rinnovamento politico e sociale della Casa delle Libertà. E’ dai cittadini infatti che è sentito maggiormente il bisogno di unità; un’ unità che non sia solo di principio, ma soprattutto espressione di un disegno complessivo che vada ad incidere nella vita della collettività. La palese consonanza che c’è tra gli elettori del Centro Destra sulle linee portanti e sugli obiettivi della Casa delle Libertà, troverebbe allora un sbocco naturale nella nascita del partito unitario. Infatti è attraverso una volontà politica unitaria e coesa che si possono dare quelle risposte di carattere liberale da troppo tempo attese nel nostro Paese; in un Italia che voglia essere al passo con le più moderne democrazie mondiali.
Il partito unico, lungi da essere un coacervo di diversi indirizzi politici, deve essere radicato in una comune base di valori e di ideali, sui quali si rafforza l’identità di un movimento politico e la omogeneità d’intenti, che soli possono garantire la coesione interna. Tutto questo deve essere finalizzato ad intraprendere una radicale opera riformatrice che porti alla realizzazione di uno Stato più efficiente e meno invadente, che abbia come prospettiva il cittadino protagonista nello Stato e uno Stato che garantisca i diritti irrinunciabili del cittadino.
Fondamentale è la riorganizzazione in senso federale dello Stato. Per poter sconfiggere lo “Stato predatore” è necessaria l’attuazione di una vera riforma federalista e soprattutto di un federalismo fiscale che riteniamo sia uno dei più importanti mezzi per poter far avvicinare la gente alla politica, e per poterla far interessare alla creazione di un partito unico del centro-destra. Attraverso una seria riforma federalista si avrebbe finalmente quello Stato dinamico ed efficiente che vogliamo, dove ad ogni soldo dato in tasse corrisponda un servizio reso ai cittadini.
Siamo convinti che è ora di alzarci, non possiamo più aspettare che la politica ci dia delle risposte, in questo momento è la politica che ha bisogno di noi e, se vogliamo veramente un centro-destra forte e con le possibilità di realizzare quel fantastico sogno di libertà che il Presidente Berlusconi ci ha sempre indicato, dobbiamo lavorare per poterlo aiutare nella costituzionedi un vero e forte Partito della Libertà. Contrariamente , le possibilità per il nostro futuro sarebbero due:rimanere nell’impasse in cui ci troviamo oppure, essere governati da un Partito Democratico che di innovativo ha solo il nome! Contrariamente saremo condannati ad essere mal-governati da un Partito Democratico che si, è stato la scintilla del rinnovamento bi-partitico, ma sta dimostrando di portare dentro di sé contraddizioni insanabili che rendono vano ogni reale sforzo unitario. Non solo ma il Partito Democratico rimane arroccato ad uno statalismo retrivo: è infatti assente dal suo programma ogni volontà di attuazione di un serio piano di riforme in senso federale.Federalismo che, come prima menzionato, sarebbe invece fautore dell'avvicinamento della gente alla politica.
Inoltresulla politica estera, sulle politiche economiche e sui temi etici, le varie anime che compongono la strutturadel Partito Democratico hanno da subito messo in luce visioni contrastanti.Le ricette proposte per affrontare le grandi questioni che assillano il Paese sono divergenti e mal rappresentano lo spirito che dovrebbe animare un partito unitario che tale voglia essere, non solo di nome ma anche di fatto.
Il problema della frammentazione del centro-sinistra è non solo nelle singole correnti, ma riguarda i suoi stessi elettori, troppo eterogenei tra di loro. Nel centro-destra invece la situazione è l'opposto e forse atipica, ossia gli elettori tra loro rappresentano una omogeneità molto forte che non si sa bene per quali ragioni non è sempre rappresentata al meglio dai leader della Casa delle Libertà. In conseguenza di queste considerazioni siamoconvinti che il Partito della Libertà debba nascere dalla Base.
Edoardo Scarpellini
Alessandro Altieri