In piazza contro il governo delle tasse
Contro la finanziaria vessatoria e iniqua, che colpisce i poveri non meno dei ricchi e che minaccia lo sviluppo, si mobilita praticamente tutta l’Italia. Rappresentanti di ogni settore e categoria – operai, pubblici dipendenti, piccoli imprenditori, pensionati – continuano a scendere in piazza per esprimere il “no” chiaro e fermo a una manovra inutilmente pesante, ispirata a vecchi pregiudizi ideologici e a intenti punitivi. Non c’è giorno senza un corteo di protesta, e molte altre iniziative sono programmate per i prossimi giorni.
Un significativo preludio e un corale sviluppo della grande manifestazione romana del 2 dicembre indetta dal centrodestra “Contro il governo delle tasse”.
I centauri tartassati – Sabato prossimo a Milano e a Roma sfileranno migliaia di motociclisti, perché la manovra aumenta pesantemente i bolli sulle “due ruote”. I centauri hanno anche il sostegno delle associazioni di consumatori Codacons, Adusbef e Contribuenti.it , che invitano inoltre gli automobilisti a spegnere il motore, in segno di protesta, alle 12 in punto dello stesso sabato. Chiunque usi un veicolo privato, dal motorino all’utilitaria, dalla motocicletta alla berlina di grossa cilindrata, viene stangato dai nuovi bolli e balzelli (patenti, immatricolazioni eccetera).
Gli artigiani: vediamo solo tasse – Domenica prossima a Milano è in programma la manifestazione nazionale conclusiva indetta dagli artigiani della Cna, alla quale interverranno anche commercianti e piccoli imprenditori.
Le manifestazioni regionali si sono svolte nei giorni scorsi a Bari, Cagliari, Palermo, Bologna.
Anche da questi settori le critiche alla manovra sono nette: non riusciamo a scorgere nella manovra alcuna volontà di aiutare lo sviluppo, vediamo soltanto tasse.
Allarme sicurezza – Il 5 dicembre scenderanno in piazza le forze dell’ordine. La manifestazione è stata organizzata dalla Consulta sicurezza e dal Cocer dei carabinieri. Nonostante la crescente richiesta dei cittadini di protezione e sicurezza, il governo non garantisce i mezzi necessari a un’efficace azione di prevenzione e repressione del crimine. La lotta fra i tutori dell’ordine e la malavita diventa veramente impari.
Da giorni, inoltre, sono in agitazione permanente gli agenti della polizia penitenziaria.
Le accuse dei vigili del fuoco – Per il 6 dicembre è fissato lo sciopero generale dei vigili del fuoco. La manovra li priva delle risorse necessarie a svolgere gli impegnativi compiti di protezione civile. “Le nostre richieste – affermano i loro rappresentanti – sono state disattese ed è a rischio la stessa attività di soccorso”.
Anche la scuola dice “no” – Il giorno dopo, il 7 dicembre, saranno in piazza gli insegnanti che aderiscono al principale sindacato autonomo, lo Snals. Per loro la finanziaria voluta dal governo è “inaccettabile”. Anche i docenti precari protestano contro la manovra e accusano i sindacati confederali di non averli tutelati, barattando le loro richieste con il rinnovo del contratto dei “garantiti”.