Indulto: Il giallo delle scarcerazioni
Anche per l’indulto il governo è sotto accusa. Gli si contesta, innanzitutto, di aver presentato il provvedimento di clemenza, prima che il Parlamento lo votasse, minimizzandone la portata e le conseguenze. La tensione per questo delicato argomento è andata crescendo nelle ultime settimane, via via che le cronache riferivano di gravi reati commessi da criminali da poco scarcerati proprio per effetto dell’indulto. I casi di Napoli sono stati i più eclatanti, ma in tutte le regioni italiane si sono segnalati episodi di violenza commessi da recidivi che avevano beneficiato del provvedimento di clemenza. Secondo cifre ufficiose, nel giro di poche settimane sono tornati in cella circa 1300 degli scarcerati.
Ma per quanti detenuti si era aperta con l’indulto la porta del carcere?
Il sottosegretario alla Giustizia Manconi presentando il provvedimento alla Camera aveva assicurato che la clemenza statale avrebbe portato alla liberazione di 13 mila carcerati, non di più.
Il balletto delle cifre – Giovedì è scattato l’allarme a Palazzo Madama quando, sulla base di una nota del Dap – Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria - si è diffusa la notizia che gli scarcerati erano in realtà circa 29 mila, dei quali 24.543 per effetto dell’indulto e 4.964 per avere ottenuto misure alternative alla detenzione. Insomma, più del doppio del previsto. L’opposizione è insorta, sottolineando che le cifre fornite da Manconi prima del voto erano state fuorvianti, e non per caso. Nella denuncia dell’opposizione ha pesato anche la pessima prova data dal governo in materia di sicurezza pubblica, sottovalutando le gravissime situazioni della Campania e della Calabria e mortificando, nella pasticciata finanziaria, le richieste di mezzi adeguati presentate più volte dalle forze dell’ordine.
Il sottosegretario espiatorio – Dopo un paio d’ore d’imbarazzo e di confusione, su impulso di Romano Prodi, il governo ha smentito che gli scarcerati fossero stati più del doppio del previsto. In realtà, questa la tesi ufficiale, sarebbero stati "soltanto" 17. 449. E il Guardasigilli Mastella si è affrettato a spiegare che l’equivoco era stato generato da un errore del sottosegretario alla giustizia Daniela Melchiorre che, ai 17.449 scarcerati per l’indulto avrebbe aggiunto i 7.178 detenuti liberati perché la magistratura ha revocato la detenzione cautelare.
Il diessino Cesare Salvi, che come presidente della Commissione giustizia del Senato aveva chiesto le cifre ufficiali al governo, ha commentato: "Quando c’è approssimazione, i conti non tornano". Secondo indiscrezioni, il Guardasigilli avrebbe chiesto le dimissioni della Melchiorre.
Il mistero continua – Il valzer delle cifre e la denuncia dell’errore non hanno convinto nemmeno parecchi esponenti della maggioranza. Ha sbagliato la signora sottosegretario? Ha sbagliato il Dap? O ha mentito, per l’ennesima volta, Romano Prodi imponendo di dare la cifra ufficiale dei 17.418 scarcerati? La mancanza di credibilità che caratterizza l’attuale esecutivo non consente di diradare il mistero e legittima ogni sospetto. Esponenti del Sappe, il maggior sindacato degli agenti di polizia penitenziaria, affermano che a loro risulta la cifra di circa 25 mila detenuti liberati.