Penati smaschera se stesso: nessuna utilità pubblica nell'operazione che portò 238 milioni di euro della Provincia nelle tasche di Gavio.
Superpresidente con le nuove deleghe? Conferma della grande confusione, soprattutto mentale.
Definire stupefacenti le odierne dichiarazioni di Filippo Penati sul futuro assetto della Giunta e delle partecipazioni azionarie della Provincia è quasi riduttivo.
"Non c'è più bisogno di tenere il 53 per cento di Serravalle, potremmo cedere delle quote ai privati e investire i capitali in Asam...", fa sapere oggi il Presidente della Provincia.
Ma allora qual'è stata l'utilità dell'acquisto del 15% di azioni, costato alla Provincia 238 milioni di euro?
A parte, ovviamente, finanziare il gruppo Gavio che, come si sa, nel luglio 2005 aveva bisogno di quei soldi per altre operazioni.
Un'operazione costosissima ma che si doveva "pagare da sola", con un prestito "da rimborsare entro un anno" e che avrebbe fruttato "risorse da reinvestire in opere pubbliche e attività sociali".
L'anno è passato: il tassametro degli interessi continua a correre e più che un buco, nei conti c'è una voragine.
Impossibile, purtroppo, farsi riconoscere da eventuali compratori il prezzo pagato. La stessa Giunta Penati ha stimato 23 giorni fa, in occasione del conferimento all'Asam, che le azioni Serravalle non arrivano a 6,58 euro l'una. Vale a dire che, nella migliore delle ipotesi (peraltro tutta da confermare) la perdita secca ammonterebbe ad oltre 70 milioni di euro (noi siamo convinti che la cifra sia ancor più cospicua). Oltre a spese ed interessi...
Ma che si è fatto il passo più lungo della gamba (e non certo per cercare un interesse pubblico) inziano a riconoscerlo anche i sinistri scienziati di Palazzo Isimbardi: l'unico modo per rimborsare Banca Intesa è vendere sottocosto quello per cui ci si è indebitati. Complimenti.
La confusione di idee che regna sovrana in via Vivaio (dove due importanti gruppi di maggioranza hanno votato contro la delibera su Milano EXPO 2015 e rinnovano il loro veto sulla BreBeMi) traspare anche dall'altro "roboante" odierno annuncio, per il quale Penati diventerebbe una sorta di "Superpresidente" essendosi attribuito "tre nuove deleghe".
Giova ricordare che quanto di competenza del Presidente rimane in capo a lui fin quando non è oggetto di delega ad altri (in genere un Assessore).
L'eventualità che, circa a metà mandato, il Presidente attribuisca a se stesso "deleghe" rispetto a competenze mai trasferite ad altri, non esiste nè in italiano, nè in politica.
Ma è da parecchio, ormai, che la Politica non è più di casa, a Palazzo Isimbardi.