I tre pilastri di Nicolas Sarkozy
1) ORGOGLIO DEL LAVORO, cioè una radicale inversione di rotta dall'ideologia del '68 che alimenta le pretese delle 35 ore di lavoro settimanale, che infiamma la ribellione dei giovani contro il progetto di legge sul lavoro giovanile di De Villepin. Orgoglio di potere lavorare, e non lavorare con il desiderio di smettere al più presto per andare a prendere il sole nelle spiaggette riportate lungo i quai della Senna.
2) RISPETTO DELL'AUTORITA'. Un esempio, dice Sarkozy? Gli studenti si alzino in piedi quando entra in classe il loro professore. Cosa è cambiato da quando i giovani hanno smesso di compiere questo piccolo rito rispttoso dell'autorità di un'istutizione? La scuola è cambiata in peggio, soprattutto per la perdita della sua autorità. E poi autorità in famiglia: rispetto del padre, che significa rispettare i principi su cui si fonda una comunità.
3) SENSO DI RESPONSABILITA': ognuno si assuma le proprie responsabilità, sia consapevole dei ruoli, delle funzioni, dei compiti e del sentimento etico che presiede una società. Non si giochi allo scaricabarile, non si invochino "le condizioni sociali disagevoli" per andare in soccorso dei colpevoli.
L'abbattimento di questi tre principi, o anche la loro irrisione
, ha creato quella cultura che giustifica la trasgressione, la ribellione, la mancanza di rispetto, una visione della società elastica che può adattarsi alla convenienza.
E in sostituzione di quei tre principi oggettivi e razionali si è imposto il dominio del direttorio della sinistra erede del '68, che si ritiene culturalmente inattaccabile e moralmente ineccepibile, quindi autorizzata ad interdire (culturalmente e moralmente) qualsiasi discorso, persona, progetto che osino contrapporsi ad essa.
IN BOCCA AL LUPO, NICOLAS SARKOZY