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"Si ricorre, come nella peggiore tradizione, alla leva assistenziale a carico dello Stato": Lo ha affermato il senatore azzurro Maurizio Sacconi che ha commentato l’accordo sulla mobilita per la Fiat. "Il risanamento del gruppo Fiat puo’ porre un problema di razionalizzazione della forza lavoro del gruppo. Ma cio’ non puo’ risolversi contraddicendo tutta la politica europea per l’allungamento dell’eta’ lavorativa. Cio’ in effetti si determina attraverso le soluzioni di lunghissimo prepensionamento che il governo Prodi ha messo a disposizione di Fiat senza programmi di rientro nel mercato del lavoro per persone che spesso non hanno neppure compiuto 50 anni. Queste persone che hanno di fronte un’aspettativa di vita di circa 30 anni, non possono essere cosi’ precocemente condannate all’inattivita’, ma devo fruire di servizi, di formazione e accompagnamento ad un altro lavoro come aveva disposto il governo Berlusconi. Si preferisce invece, come nella peggiore tradizione ricorrere ad una leva assistenziale a carico dello Stato addirittura derogando alla riforma previdenziale, cosi’ introducendo una discriminazione tra lavoratori".
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