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Stipendo: Prodi bugiardo, arriva la stangata

Stipendi/Prodi bugiardo, arriva la stangata

E venne il giorno della stangata. Con la busta paga di gennaio i lavoratori dipendenti e i pensionati hanno potuto constatare che la finanziaria predatoria varata da Romano Prodi (sotto dettatura della sinistra radicale) tartassa il ceto medio e non aiuta i ceti deboli. Le cifre sono chiare e inequivocabili e dicono come la manovra – che pretendeva di sostenere i bilanci familiari e di rilanciare l’economia – si risolve invece in una diffusa e concreta riduzione dei redditi da lavoro, quindi in un impoverimento indiscutibile del Paese.

C’è già un dato preciso: la stragrande maggioranza dei lavoratori dipendenti, per effetto dell’accresciuta pressione fiscale, perde mensilmente, rispetto all’anno scorso, da 20 a 140 euro. Per i pensionati con assegni medio-bassi c’è un risparmio sulle tasse di pochi euro al mese, ma bisogna considerare che non basteranno a compensare gli aumenti dei bolli sulle auto e dei tributi locali.

Per chi guadagna 50-60 mila euro lordi all’anno il salasso è molto pesante, da 100 a 150 euro al mese: un esborso aggiuntivo e ingiustificato che punisce – una vendetta ideologica – un segmento vitale in una società avanzata per ingrassare una macchina statale pesante e costosa.

A subire l’accresciuta pressione fiscale voluta dal "governo delle tasse" non sono soltanto i ricchi e i presunti tali, come dimostrano alcuni esempi: un laureato che mensilmente nel 2006 ha percepito 1.300 euro netti, adesso ne incassa 1.278, 22 in meno; un dipendente del settore commercio che mensilmente riceveva 1.440 euro, oggi ne incassa 42 in meno.

Questi non sono casi eccezionali o straordinari, sono la norma. I rilevamenti dimostrano che per i redditi medio-bassi (compresi fra i 15 mila e i 26 mila euro lordi all’anno) l’aumento dell’Irpef, con le nuove aliquote, è del 4 per cento, mentre per i redditi medi (fra i 28 mila e i 33 mila euro lordi annui) la crescita dell’imposta sul reddito è del 5 per cento. Soltanto in parte l’accresciuta pressione tributaria è compensata dal meccanismo degli assegni familiari.

Oggi, insomma, si constata la fondatezza delle critiche e degli allarmi lanciati dal centrodestra quando la finanziaria è stata presentata. L’analisi dell’opposizione era corretta e del resto le tesi della Cdl sono state confermate dalle critiche mosse alla manovra da più parti. La Banca d’Italia aveva segnalato che avrebbe pagato più tasse chi guadagnava qualcosa oltre i 24 mila euro; anche Sergio Cofferati avvertì che la manovra avrebbe colpito chi portava a casa circa 1.300 euro al mese.

Rabbia e delusione – Carta canta: l’impatto delle cifre stampate sulle buste paga è stato immediato. La stragrande maggioranza degli italiani a reddito fisso ha avuto modo di valutare come la demagogia che ha accompagnato il varo della manovra fosse menzognera e, nei fatti, contraria a qualsiasi idea di socialità. La finanziaria costituisce un regresso, una marcia all’indietro per la ricostruzione di uno Stato onnivoro e vessatorio, illiberale e deciso a pesare sempre di più nella vita dei cittadini. Per il popolo di centrodestra si è trattato di una conferma dei fondati timori, ma la delusione è stata forte anche per molti che nello scorso aprile avevano dato il loro consenso al centrosinistra. In questo senso sono indicativi gli umori espressi, in tempo reale, dal popolo di internet. E’ curioso che tanti messaggi di delusione siano arrivati anche sul sito di un giornale "amico" del governo qual è Repubblica. In parecchi di questi messaggi alla protesta si aggiunge l’annuncio di non voler più votare per il centro sinistra: "Grazie a Prodi e a Visco – scrive un contribuente da 25.000 euro lordi all’anno – la prossima volta voteremo Berlusconi".

La gelata di primavera – Gli effetti negativi della finanziaria vanno ben al di là dell’aumento delle aliquote dell’imposta progressiva sul reddito. A parte gli aumenti sensibili su tutti i tipi di veicoli (auto, moto, motorini) a marzo molti Comuni rivedranno verso l’alto sia l’Ici sia le addizionali sul reddito. E per l’Ici ci saranno i nuovi, più alti estimi catastali.

Il meccanismo perverso che ha trasformato, poi, le deduzioni in detrazioni, non riduce la base imponibile sulla quale si basano le addizionali, sicché per un single non ci saranno aggravi, ma una famiglia con due figli a carico, a parità di reddito medio-basso dovrà pagare qualcosa in più.

Un pasticcio per confezionare il quale le parole "equità e socialità" sono servite soltanto a mascherare il sapore stantio della ricetta della sinistra: tasse, sempre tasse, solo tasse.